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Diego e l'Orchestra delle Nuvole
Età 6-8 · Pagina 1 di 6

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Diego è un bambino di otto anni con una missione molto importante. Ogni giorno, appena si sveglia, corre verso la grande finestra del soggiorno. I suoi occhi castani scrutano il cielo con la precisione di un piccolo scienziato. Per Diego, il cielo non è solo spazio sopra la testa, ma un libro che racconta come sarà la sua giornata. Se il cielo è blu come il suo pastello preferito, Diego sorride e i suoi muscoli si rilassano. Ma se vede anche solo una piccola nuvola grigia, il suo cuore inizia a battere un po' più forte, come un tamburo frettoloso.
Diego è un bambino speciale: sente il mondo in modo molto intenso. I rumori forti per lui sono come giganti che gridano, e la pioggia, con il suo ticchettio improvviso e i lampi accecanti, lo spaventa più di ogni altra cosa. Passa ore alla finestra, controllando se le nuvole si fanno pesanti. Se vede arrivare il grigio, il suo umore cambia: diventa silenzioso, si agita e vorrebbe solo nascondersi sotto le coperte dove il mondo è morbido e ovattato.
Un pomeriggio, mentre Diego osservava con sospetto una nuvola particolarmente scura, sua madre si sedette accanto a lui. Non gli disse di non avere paura, perché sapeva che la paura di Diego era reale come il vetro della finestra. Invece, portò con sé una scatola speciale e un paio di cuffie blu, le preferite di Diego.
'Diego,' disse dolcemente, 'lo sai che oggi lassù c'è un grande concerto? Le nuvole sono i musicisti dell'Orchestra del Cielo. Si stanno preparando per la Sinfonia dell'Acqua.' Diego la guardò incuriosito. Non aveva mai pensato alle nuvole come a dei musicisti. Per lui erano solo portatrici di rumori spaventosi.
'Vedi quella nuvola grigia e cicciona?' continuò la mamma indicando il cielo. 'Quello è il signor Tamburo. Quando senti il tuono, è lui che dà il via alla musica con un colpo deciso. Non è arrabbiato, sta solo dicendo agli altri strumenti che è ora di iniziare.' Diego mise le sue cuffie blu. Attraverso di esse, i rumori del mondo diventavano gentili, come se fossero avvolti nell'ovatta. La mamma accese una piccola lampada che proiettava stelle sulle pareti della stanza.
Iniziò a piovere. Diego vide le prime gocce colpire il vetro. Tic. Toc. Tic. 'Guarda, Diego,' sussurrò la mamma, 'questi sono i tasti di un pianoforte trasparente. Ogni goccia è una nota che cade per dissetare i fiori e lavare le strade.' Diego appoggiò la mano sul vetro freddo. Poteva sentire la vibrazione della pioggia, ma con le sue cuffie e la storia della mamma, non sembrava più un attacco. Era davvero una danza.
Improvvisamente, un lampo illuminò il cielo. Diego si irrigidì per un istante, ma la mamma sorrise. 'Oh, il fotografo del cielo ha appena scattato una foto! Voleva immortalare quanto sei coraggioso mentre guardi lo spettacolo.' Diego accennò un piccolo sorriso. Il tuono arrivò poco dopo, un brontolio basso e profondo. 'Bravo, signor Tamburo!' esclamò Diego a bassa voce, ripetendo le parole della mamma.
Passarono i minuti e Diego, invece di scappare, rimase a osservare. Scoprì che la pioggia aveva un ritmo. Scoprì che gli alberi in giardino sembravano felici di fare la doccia, agitando i rami come se ballassero. La sua ansia, che prima era come un nodo stretto nello stomaco, iniziò a sciogliersi. Capì che il temporale non era lì per fargli del male, ma era una parte necessaria della natura, proprio come il sole che amava tanto.
Quando la pioggia smise di cadere, il cielo fece un ultimo regalo. Un enorme arcobaleno apparve sopra le case, con colori così brillanti che sembravano dipinti con la luce. Diego aprì piano la finestra e annusò l'aria. Aveva un profumo nuovo, fresco e pulito. 'La sinfonia è finita,' disse Diego con orgoglio. 'Ed io ero in prima fila.'
Da quel giorno, Diego guarda ancora fuori dalla finestra. Controlla ancora le nuvole, perché fa parte di chi è. Ma ora, quando vede il grigio, non cerca più solo un posto dove nascondersi. Cerca le sue cuffie blu, si prepara per il concerto e sa che, dopo ogni tamburo e ogni nota di pioggia, il mondo tornerà a splendere più pulito e profumato di prima. Ha imparato che la pioggia non è un nemico da temere, ma una musica da ascoltare con coraggio.


