La Bella e la Bestia: la fiaba per bambini

La Bella e la Bestia che si racconta ai bambini viene dalla fiaba scritta nel 1756 dalla francese Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, che riprese un racconto più lungo di Madame de Villeneuve. È diversa dai cartoni animati: Bella ha due sorelle invidiose, il padre è un mercante, la Bestia vive da sola in un palazzo silenzioso e tutto comincia da una rosa. L’abbiamo raccontata con parole semplici, e c’è anche una versione breve per i più piccoli.

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Due versioni della Bella e la Bestia

La prima segue la fiaba di Madame de Beaumont dall’inizio alla fine. La seconda è breve e dolce, adatta ai bambini dai 3 ai 5 anni.

La Bella e la Bestia (dalla fiaba di Madame de Beaumont)

9 minuti · 6-10 anni

C’era una volta un ricco mercante che aveva tre figlie. Le due più grandi erano vanitose: pensavano solo ai vestiti e alle feste. La più piccola era gentile, amava i libri e aiutava tutti. Era così buona e graziosa che tutti la chiamavano Bella, e le sorelle per questo erano invidiose di lei.

Un giorno il mercante perse tutte le sue navi in una tempesta e diventò povero. La famiglia dovette andare a vivere in una casetta di campagna. Le sorelle grandi si lamentavano dalla mattina alla sera; Bella invece si alzava all’alba, accendeva il fuoco, cucinava e cantava mentre lavorava.

Dopo un anno arrivò una notizia: una delle navi era tornata in porto. Il padre partì per la città e chiese alle figlie che regalo volessero. Le grandi chiesero abiti e gioielli. Bella disse soltanto: «Portami una rosa, papà. Qui non ne crescono.»

Ma in città il mercante scoprì che la nave non aveva portato quasi niente, e si rimise in viaggio più povero di prima. Nel bosco lo sorprese una bufera di neve. Si perse, e quando non ce la faceva più vide in fondo a un viale un palazzo tutto illuminato. Le porte erano aperte, il fuoco acceso, la tavola apparecchiata, ma non c’era nessuno. Mangiò, dormì in un letto morbido e al mattino trovò sulla sedia un vestito nuovo.

Uscendo, passò sotto un pergolato di rose e pensò alla sua Bella. Colse una rosa. In quel momento si sentì un ruggito terribile e apparve una Bestia spaventosa. «Ti ho dato cibo, fuoco e un letto, e tu mi rubi le rose, che amo più di ogni cosa! Per questo morirai.» Il mercante, in ginocchio, spiegò che la rosa era per sua figlia. La Bestia ci pensò. «Ti lascio andare, se una delle tue figlie verrà qui al tuo posto, di sua volontà. Altrimenti, fra tre mesi tornerai tu.»

A casa il padre raccontò tutto, piangendo. Le sorelle grandi dissero: «È colpa di Bella e della sua rosa!» Bella rispose con calma: «Allora andrò io. Non lascerò morire papà.» E per quanto il padre la pregasse di restare, partì con lui verso il palazzo.

La Bestia la accolse con gentilezza. A Bella fu data una stanza piena di libri e di musica, e sulla porta c’era scritto: «Qui tu sei la padrona.» Ogni sera, alle nove, la Bestia veniva a cena e parlava con lei. Era brutta, ma buona e piena di attenzioni, e Bella a poco a poco smise di averne paura. Alla fine di ogni cena la Bestia chiedeva: «Bella, vuoi sposarmi?» E Bella, con dolcezza, rispondeva: «No, Bestia. Ti voglio bene, ma come amica.»

Nella sua stanza c’era uno specchio magico. Un giorno Bella ci vide il padre, malato di tristezza. Chiese alla Bestia di poter tornare a casa. «Vai» disse la Bestia, «ma torna fra otto giorni, o io morirò di dolore. Quando vorrai tornare, metti questo anello sul tavolo prima di dormire.» Bella promise.

La mattina dopo si svegliò a casa. Il padre guarì dalla gioia. Le sorelle, che si erano sposate male ed erano infelici, vedendola vestita come una principessa diventarono ancora più invidiose. «Tratteniamola più di otto giorni» si dissero, «così la Bestia si arrabbierà e la divorerà.» E finsero di piangere ogni volta che Bella parlava di partire. Così passarono dieci giorni.

La decima notte Bella sognò la Bestia sdraiata nell’erba del giardino, quasi senza vita. Si svegliò in lacrime: «Come ho potuto essere così ingrata?» Mise l’anello sul tavolo e si riaddormentò. Al mattino era al palazzo. Corse in giardino e trovò la Bestia vicino al ruscello, immobile. Le bagnò il viso con l’acqua e la Bestia aprì gli occhi. «Hai dimenticato la promessa, e io non volevo più mangiare. Ma ora muoio contento, perché ti ho rivista.»

«No, cara Bestia, non devi morire!» gridò Bella. «Vivi e diventa mio marito. Credevo di volerti bene solo come amica, ma il dolore che sento mi dice che non posso vivere senza di te.» Appena ebbe detto queste parole, il palazzo si riempì di luci e di musica. La Bestia era sparita: al suo posto c’era un giovane principe. Una fata cattiva lo aveva trasformato, e solo una ragazza che lo amasse per la sua bontà poteva liberarlo.

Bella e il principe si sposarono e vissero felici, e il padre andò a vivere con loro. E le sorelle? Una fata buona le trasformò in statue di pietra davanti alla porta del palazzo, finché non avessero capito i loro errori. La fiaba dice che stanno ancora lì: perché è più facile cambiare le cose intorno a noi che cambiare un cuore pieno d’invidia.

Per parlarne insieme: Bella ha imparato a voler bene alla Bestia guardando la sua bontà, non il suo aspetto. Ti è mai successo di scoprire che una persona era più gentile di come sembrava?

La rosa della Bella (versione breve)

3 minuti · 3-5 anni

C’era una volta una ragazza buona e gentile che si chiamava Bella. Un giorno chiese al suo papà un regalo semplice: «Portami una rosa.»

Il papà trovò una rosa nel giardino di un grande palazzo. Ma il palazzo era di una Bestia, grande e pelosa, con una voce che faceva «Grrr!». La Bestia si arrabbiò per la rosa.

Bella non voleva che il suo papà fosse triste, e andò lei al palazzo. All’inizio aveva un po’ di paura. Ma la Bestia era gentile: le preparava la cena, le faceva leggere tanti libri e passeggiava con lei in giardino.

Ogni sera parlavano e ridevano. Bella capì che la Bestia aveva un cuore buono, anche se il suo aspetto era strano.

Un giorno la Bestia si ammalò di tristezza. Bella le prese la zampa e disse: «Ti voglio bene, Bestia.» E in quel momento, tra mille luci, la Bestia diventò un principe sorridente.

Il palazzo si riempì di musica e di rose. E Bella imparò che il cuore conta più di come siamo fuori. Buonanotte.

Per parlarne insieme: Che cosa ha fatto la Bestia per far sentire Bella a casa? Tu come fai sentire benvenuto un nuovo amico?

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Come raccontare la Bella e la Bestia ai bambini

  • La fiaba originale non è il cartone

    Nella versione di Madame de Beaumont non ci sono oggetti parlanti né un rivale cacciatore: ci sono le due sorelle invidiose, la rosa, lo specchio e l’anello. Se il bambino conosce solo il film, è bello scoprire insieme la storia «di prima».

  • Chi l’ha scritta davvero

    Spesso si legge che è di Perrault, ma non è così. La versione più lunga è di Madame de Villeneuve (1740); quella breve, che si racconta ai bambini, è di Madame de Beaumont (1756).

  • Scegli la versione per età

    Sotto i 5 anni basta la versione breve. Dai 6 anni la fiaba completa funziona bene, anche il finale con le sorelle di pietra, se lo raccontate come una lezione e non come una punizione crudele.

  • Parla dell’aspetto e del cuore

    È la fiaba perfetta per parlare di come giudichiamo gli altri. Chiedi: «Era davvero cattiva, la Bestia? E le sorelle, che erano belle, erano buone?»

  • Fai notare la promessa

    Bella torna tardi e la Bestia sta male. Si può parlare di quanto conta mantenere una promessa, anche quando è comodo non farlo.

Domande frequenti

Chi ha scritto La Bella e la Bestia?

La prima versione scritta, molto lunga, è di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve (1740). La versione breve, quella che si racconta ai bambini, è di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1756). Non è una fiaba di Perrault. È di pubblico dominio.

Qual è la morale della Bella e la Bestia?

Che la bontà conta più dell’aspetto: Bella impara ad amare la Bestia per il suo cuore gentile. La fiaba insegna anche il valore della gratitudine e delle promesse, e mostra che l’invidia, come quella delle sorelle, fa male soprattutto a chi la prova.

Come finisce la fiaba originale?

Bella torna al palazzo e trova la Bestia quasi morta di tristezza. Le dice che vuole sposarla, e la Bestia si trasforma in un principe. Le sorelle invidiose vengono trasformate in statue finché non cambieranno il loro cuore.

Che differenza c’è con il film?

Nella fiaba Bella ha due sorelle e alcuni fratelli, il padre è un mercante, al palazzo non ci sono oggetti che parlano e non c’è nessun rivale. Tutto comincia con la rosa e finisce con l’anello e lo specchio magico.

Posso creare una fiaba con il nome di mio figlio?

Sì. Scrivi il nome qui sopra, scegli l’età e un’idea: Cuenti scrive e illustra una storia nuova. La prima è gratis e il nome non compare mai nell’indirizzo della pagina.

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