Storie per bambini da leggere

Qui trovi quattro storie brevi, scritte apposta per questa pagina, da leggere ad alta voce o da far leggere ai bambini che hanno appena imparato. Ognuna dura pochi minuti. Quando le avete finite, puoi creare una storia nuova con il nome di tuo figlio come protagonista.

Le storie di questa pagina sono gratis. Anche la prima storia creata è gratis, senza registrazione.

Quattro storie brevi da leggere

Sono in ordine di età: le prime per i più piccoli, l’ultima per chi ha già 6-8 anni. L’ultima è la più tranquilla, adatta alla sera.

La lumaca che voleva arrivare prima

3 minuti di lettura · 3-5 anni

Nell’orto del nonno Pietro viveva una lumachina di nome Lina. Lina aveva una casetta a spirale sulla schiena e un desiderio grande grande: arrivare per prima alla foglia di lattuga più bella.

Ogni mattina partiva decisa. Ma la formica arrivava prima di lei. Il bruco arrivava prima di lei. Perfino la coccinella, che si fermava a chiacchierare con tutti, arrivava prima di lei.

«Non è giusto» sospirò Lina una sera. «Io sono sempre l’ultima.»

Quella notte cominciò a piovere. Una pioggia fitta fitta, che fece scappare tutti sotto le foglie. La formica si nascose in una crepa. Il bruco si arrotolò. La coccinella chiuse le ali e aspettò.

Lina invece no. Lei la pioggia la adorava. Tirò fuori le antenne, sentì l’erba fresca sotto la pancia e partì: piano, piano, piano. Passò accanto ai cavoli, sotto i pomodori, intorno al secchio del nonno.

Quando il sole tornò, gli altri uscirono dai loro nascondigli e videro una cosa mai vista: Lina era lì, seduta sulla foglia di lattuga più bella, con un sorriso da un’antenna all’altra.

«Come hai fatto?» chiese la formica.

«Ho fatto quello che so fare io» rispose Lina. «Andare piano, anche quando gli altri si fermano.»

E da quel giorno, quando pioveva, tutti nell’orto sapevano chi avrebbe fatto colazione per primo.

Il messaggio: Ognuno ha il suo passo: andare piano non vuol dire arrivare tardi.

L’ombrello giallo di Tommaso

4 minuti di lettura · 4-6 anni

Tommaso aveva un ombrello giallo come un limone. Era il suo ombrello preferito, e lo portava a scuola anche quando il cielo era azzurro, «perché non si sa mai».

Un pomeriggio, all’uscita, cominciò a piovere forte. Le mamme e i papà correvano con le giacche sopra la testa. Tommaso aprì il suo ombrello giallo e si sentì il re della strada.

Al cancello vide Sofia, la bambina nuova della classe. Non aveva l’ombrello e si stava bagnando tutta, con lo zaino stretto al petto. Nessuno era ancora venuto a prenderla.

Tommaso guardò il suo ombrello. Era piccolo. Se lo divideva, si sarebbe bagnato una spalla. Forse anche tutte e due.

Poi guardò Sofia, che aveva le scarpe nelle pozzanghere e gli occhi un po’ lucidi.

«Vieni sotto» disse. «È giallo, si vede da lontano. Così la tua mamma ti trova subito.»

Sofia si avvicinò. Sotto l’ombrello giallo ci stavano stretti stretti, con una spalla a testa che si bagnava. E siccome erano stretti, cominciarono a parlare: del gatto di Sofia, del fratellino di Tommaso, della maestra che starnutiva come una tromba.

Quando arrivò la mamma di Sofia, le due spalle erano zuppe. Ma Tommaso non se ne accorse nemmeno. Il giorno dopo, in classe, Sofia si sedette vicino a lui.

E da allora, quando piove, sotto l’ombrello giallo ci stanno sempre in due.

Il messaggio: Dividere una cosa piccola può far nascere una cosa grande, come un’amicizia.

Il drago che starnutiva fiori

5 minuti di lettura · 5-7 anni

Sulla montagna sopra il paese di Valfiorita viveva un drago di nome Brunetto. Era grande, verde, con le ali come vele. C’era solo un problema: quando provava a sputare fuoco, dalla sua bocca uscivano fiori.

Margherite, papaveri, violette. A volte un girasole intero. Gli altri draghi ridevano. «Un drago che fa fiori!» dicevano. «Che vergogna!» Così Brunetto smise di provarci e passava le giornate da solo, nascosto in una grotta.

Un inverno arrivò sul paese un freddo terribile. La neve coprì i prati, gli alberi, i tetti. Le api non trovavano più niente da mangiare e ronzavano piano piano, sempre più deboli. Gli apicoltori del paese erano preoccupati: senza api, in primavera non ci sarebbero stati né frutta né miele.

Una bambina di nome Nina salì fino alla grotta di Brunetto. Aveva sentito le storie su di lui, e aveva un’idea.

«Brunetto» disse, «le api hanno fame. Tu puoi fare i fiori anche d’inverno?»

Brunetto ci pensò. Nessuno gli aveva mai chiesto di fare fiori. Tutti gli avevano sempre chiesto di non farli.

Prese un respiro lunghissimo e soffiò. Dalla sua bocca uscì una nuvola di fiori colorati che si posò sulla neve come un tappeto. Le api uscirono dalle arnie, prima una, poi dieci, poi cento, e cominciarono a ronzare felici.

Quell’inverno Brunetto scese al paese ogni mattina. In primavera gli alberi erano pieni di frutta, e gli apicoltori gli portarono un vaso di miele grande come una botte.

Gli altri draghi sputavano ancora fuoco. Ma a Valfiorita, ancora oggi, il drago preferito di tutti è quello che starnutisce fiori.

Il messaggio: Quello che ci rende diversi può essere proprio quello di cui gli altri hanno bisogno.

La stella che non voleva dormire

4 minuti di lettura · 3-8 anni, per la sera

Ogni sera, quando il cielo diventava blu scuro, la Luna chiamava le stelle una per una: «È ora di accendersi. Brillate piano, i bambini stanno andando a letto.»

Ogni mattina, quando il cielo diventava rosa, la Luna diceva: «È ora di riposare.» E le stelle, una per una, si spegnevano come candeline.

Tutte tranne una. Una stellina piccola piccola, di nome Pepe, che non voleva mai dormire. «Voglio vedere il giorno!» diceva. «Voglio vedere i bambini che giocano, il mare che luccica, il pane che esce dal forno!»

Una mattina Pepe si nascose dietro una nuvola e restò accesa. Vide il sole che si alzava. Vide il fornaio che apriva la bottega. Vide i bambini con gli zaini che andavano a scuola. Era tutto bellissimo.

Ma poi il sole diventò forte, e la luce di Pepe sembrava sempre più piccola. Nessuno la vedeva. Nessuno alzava gli occhi verso di lei. E Pepe, che aveva brillato tutta la notte, cominciò a sentirsi stanca. Molto stanca.

Quella sera, quando la Luna chiamò le stelle, Pepe rispose con un filo di voce: «Ci sono…» e la sua luce tremava.

La Luna la prese tra le braccia d’argento. «Lo sai perché dormiamo di giorno, Pepe? Per brillare bene di notte, quando qualcuno ha bisogno di una luce.»

Proprio in quel momento, in una casa giù in basso, un bambino guardava fuori dalla finestra prima di dormire. Cercava una stella per dire buonanotte. E trovò Pepe.

Pepe brillò più forte che poté. Il bambino sorrise, chiuse gli occhi e si addormentò. E la mattina dopo, quando la Luna disse «È ora di riposare», Pepe fu la prima a spegnersi, felice e stanca, come i bambini dopo una bella giornata.

Il messaggio: Riposare non è perdere tempo: è prepararsi a brillare.

Crea una storia nuova con il nome di tuo figlio

Vi sono piaciute? Cuenti scrive e illustra una storia breve tutta nuova, con tuo figlio come protagonista.

Facoltativo. Va bene anche un soprannome.

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Come leggere le storie ai bambini

  • Leggi più piano di quanto pensi

    I bambini hanno bisogno di tempo per immaginare la scena. Fermati alla fine di ogni paragrafo e lascia che guardino le figure o chiedano qualcosa.

  • Fai le voci

    Una voce lenta per la lumaca, una profonda per il drago. Non serve essere attori: basta cambiare un po’ il tono, e la storia diventa un gioco.

  • Fai una domanda alla fine

    «Tu cosa avresti fatto?» funziona meglio di «Hai capito la morale?». Il bambino pensa al messaggio senza sentirsi interrogato.

  • La sera, scegli la storia più calma

    Le storie con avventure e risate vanno meglio di giorno. Prima di dormire, una storia lenta come «La stella che non voleva dormire» aiuta a rilassarsi.

  • Se legge da solo, scegli frasi brevi

    Per chi è in prima o seconda elementare, le storie per 3-5 anni sono perfette come prima lettura autonoma: frasi corte e parole conosciute.

Domande frequenti

Quali storie leggere a un bambino di 3 anni?

Storie molto brevi, con un solo personaggio principale, frasi semplici e qualche ripetizione, come «La lumaca che voleva arrivare prima». A questa età conta più il momento insieme della trama.

Quanto deve durare una storia per bambini?

Tra i 3 e i 5 anni bastano 3-5 minuti. Dai 6 anni in su, 5-10 minuti vanno bene, soprattutto se la storia ha un’avventura. Meglio una storia breve finita che una lunga interrotta.

Queste storie sono gratis?

Sì. Le quattro storie di questa pagina si leggono gratis. Anche la prima storia creata con Cuenti è gratis e non serve registrarsi.

Posso usare queste storie a scuola?

Sì, puoi leggerle in classe o a casa. Per una storia con il nome di ogni bambino, usa il modulo qui sopra: Cuenti la scrive e la illustra in pochi secondi.

Come faccio a creare una storia con il nome di mio figlio?

Scrivi il nome nel campo qui sopra, scegli l’età e un’idea. Cuenti scrive una storia nuova e la illustra. Il nome non compare mai nell’indirizzo della pagina.

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