La lumaca che voleva arrivare prima
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Nell’orto del nonno Pietro viveva una lumachina di nome Lina. Lina aveva una casetta a spirale sulla schiena e un desiderio grande grande: arrivare per prima alla foglia di lattuga più bella.
Ogni mattina partiva decisa. Ma la formica arrivava prima di lei. Il bruco arrivava prima di lei. Perfino la coccinella, che si fermava a chiacchierare con tutti, arrivava prima di lei.
«Non è giusto» sospirò Lina una sera. «Io sono sempre l’ultima.»
Quella notte cominciò a piovere. Una pioggia fitta fitta, che fece scappare tutti sotto le foglie. La formica si nascose in una crepa. Il bruco si arrotolò. La coccinella chiuse le ali e aspettò.
Lina invece no. Lei la pioggia la adorava. Tirò fuori le antenne, sentì l’erba fresca sotto la pancia e partì: piano, piano, piano. Passò accanto ai cavoli, sotto i pomodori, intorno al secchio del nonno.
Quando il sole tornò, gli altri uscirono dai loro nascondigli e videro una cosa mai vista: Lina era lì, seduta sulla foglia di lattuga più bella, con un sorriso da un’antenna all’altra.
«Come hai fatto?» chiese la formica.
«Ho fatto quello che so fare io» rispose Lina. «Andare piano, anche quando gli altri si fermano.»
E da quel giorno, quando pioveva, tutti nell’orto sapevano chi avrebbe fatto colazione per primo.
Il messaggio: Ognuno ha il suo passo: andare piano non vuol dire arrivare tardi.